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A scuola di natura nell’Officina botanica dell’Oasi

Come ogni anno aprile è il mese in cui riprendo il mio lavoro “in trincea” con le tante scuole che scelgono le Oasi e la natura come meta delle loro escursioni e quest’anno è cominciato nel più profumato dei modi con i laboratori dell’Officina erboristica. Nei primi due giorni di scuola di natura infatti circa 100 ragazzi della Scuola media Statale di Cava dei Tirreni e della scuola elementare di Ariano Irpino hanno visitato l’Oasi alla scoperta della natura e delle sue risorse ed in particolare delle piante officinali. Dall’aromatizzazione del sapone con i fiori alla scoperta delle proprietà delle piante officinali dell’Oasi, dalla realizzazione dell’erbario al riconoscimento di aromi ed essenze, Rose canine, Lavande e Biancospini l’hanno fatta da padrone ed hanno permesso ai ragazzi di immergersi nel mondo profumato e affascinante dell’officina erboristica, scoprendo che le piante non solo ci fanno sopravvivere, ma ci migliorano la vita in mille modi diversi! Al termine dell’attività poi, mentre tutti uscivano dal laboratorio, una ragazzina di nome Annalisa é tornata indietro per ringraziarmi di persona delle bellissime cose che avevamo fatto assieme, cosí l’ho ringraziata a mia volta e l’ho invitata a fare ritorno in Oasi con la sua famiglia. Lei ha abbassato lo sguardo e con un sorriso forzato e un’aria infinitamente triste mi ha detto che non avrebbe potuto perché a breve sarebbe andata a vivere in una regione del nord Italia. Mi ha fatto una tenerezza infinita ma subito mi si é accesa una lampadina: sono corsa sopra e le ho donato la carta delle Oasi d’Italia. “Tieni”, le ho detto, ” cosí in qualunque regione andrai avrai un’Oasi vicina!”. Il volto le si é illuminato come se avesse ricevuto il piú bel regalo della sua vita. E io si, mi sono emozionata. Sono passati 12 anni da quando ho cominciato a fare questo lavoro ma continuo ad emozionarmi ogni volta che vedo la gioia nel volto dei bambini e ogni volta che anche con un gesto apparentemente minuscolo riesco in qualche modo a migliorare la loro visione del mondo, la loro giornata o semplicemente un loro momento triste. Così mi fermo, sorrido e mi dico “Ila, fai il lavoro piú bello del mondo!”.